• Il borgo

    “La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita ….”

    (Goethe)

Il borgo

Brucoli sorge in provincia di Siracusa a circa 20 minuti dall’aeroporto di Catania.

Con un canale che lo affianca per gran parte della sua lunghezza Brucoli è nato come villaggio di pescatori ma proprio grazie alla sua posizione strategica il Borgo fu aggregato nel Quattrocento alla Camera delle regine Aragonesi e per ordine della Regina Giovanna nel 1467 venne costruito il castello aragonese che lo domina.

Proprio sulla punta del Borgo, in una location unica, sorge il Faro di Brucoli, che costruito nel 1912,  elettrificato e modernizzato negli anni a venire, ancor ‘oggi, ancorché in stato di totale abbandono, segnala con la propria luce la presenza del Porto Canale alle imbarcazioni che transitano il tratto di mare compreso tra Catania e Siracusa.

Completato nel Marzo 1911 il bene di trova nell’antico borgo marinaro di Brucoli, in provincia di Siracusa. È accessibile da piazza Castello, percorrendo un’area che prospicia il castello aragonese del 1468. Il faro sorge in una posizione di assoluto interesse, a pochi metri dal mare, con alle spalle il castello voluto da re Giovanni II di Aragona e di fronte il superbo vulcano dell’Etna.

Il panorama mozzafiato che fronteggia il faro in passato, nel 1956, è stato narrato dallo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel racconto “La sirena” conosciuto anche col nome di “Lighea”. Lungo il porto canale che costeggia il faro sono state girate diverse scene della famosa serie TV del Commissario Montalbano.

Sulle sue pareti, lungo il corso del canale, sono ancora visibili numerose grotte, tipiche abitazioni dell’età neolitica. A ovest del canale si apre una vasta area, la “Gisira“, un grande tavoliere calcareo digradante verso il mare, dove all’estremo nord si trovano le tracce di un villaggio neolitico.

Questo territorio, che può ragionevolmente considerarsi una sorta di metafora del cammino dell’uomo, possiede una serie di poli archeologici che risultano già destinatari di un notevole flusso turistico.

Le necropoli rupestri di Pantalica e Palazzolo e le grotte del canale di Brucoli, sono tra i più importanti luoghi protostorici siciliani, in cui le tracce di insediamenti neolitici sono molto utili per comprendere il passaggio dall’età del bronzo all’età del ferro nell’isola.

Il Parco archeologico  di Siracusa raccoglie in un unico luogo quasi tutte le testimonianze monumentali greco-romane e passeggiare al suo interno rappresenta indubbiamente un’esperienza unica per la presenza delle latomie del Paradiso, dell’Intagliatella e di S. Venera, dove profonde grotte artificiali e balze rocciose variopinte si alternano a rigogliosi giardini con alberi ad alto fusto.

Particolare importanza ed interesse riveste, inoltre, il teatro greco costruito nel v secolo a.C. e poi trasformato in epoca romana, protagonista ancora ai giorni attuali di grandi spettacoli e rappresentazioni di autori famosi.

Alle bellezze ambientali e culturali si unisce anche una solida tradizione culinaria.

L’ottocentesca chiesa parrocchiale ad unica navata, edificata a più riprese, è dedicata a San Nicola, protettore dei naviganti e patrono del paese. Secondo una tradizione locale, i marinai di una nave invocarono in mezzo alla tempesta il Santo e trovarono rifugio nel canale di Brucoli. In segno di riconoscenza portarono nella chiesa in costruzione il quadro raffigurante San Nicola in trono, oggi divenuto pala dell’altare maggiore.

Oggi il porto-canale, foce del Porcària, è navigabile per un centinaio di metri dalla foce da imbarcazioni di piccola stazza. Addentrandosi di qualche decina di metri all’interno del canale, è ancora oggi possibile vedere il ponticello sul fiume, utilizzato dalle antiche donne del paese come lavatoio.

Ogni cultura ha lasciato una eredità di sapori che si traduce in una gastronomia tipicamente mediterranea tra le migliori d’Italia e che vanta, oltre ad una filiera agro-alimentare tra le più rinomate, anche una tradizione vitivinicola di origini antichissime.