Arriva sempre quel momento della vita di una persona in cui, dall’oramai stracolmo cassetto dei sogni, ne spunta uno, un po’ più luccicante degli altri. Non è che il suo valore sia maggiore, semplicemente è un sogno maturato negli anni, tra code alla cassa del supermercato e ore perse davanti a un semaforo, tra riunioni lavorative di cui poco importa e cene obbligate a casa della suocera. È il sogno di mollare tutto e andare a vivere in un faro a bordo mare, con le onde che abbracciano forte gli scogli e i rumori della civiltà abbastanza lontani.

Il faro, nel pensar comune, non è più solo la meta di ogni navigante, ma il simbolo di un nuovo capitolo da scrivere, di una libertà sempre sognata ma mai conquistata, di una pace dell’anima e una rinascita del cuore. Insomma, un faro sul mare è quello che tutti (ok, diamo il beneficio del dubbio: quasi tutti) hanno desiderato, almeno una volta nella vita, di avere. E sebbene i sogni nel cassetto, nel 95 percento dei casi, restino lì per sempre, ora invece c’è la possibilità di realizzare almeno questo: il 12 ottobre, nella Gazzetta ufficiale, sono stati pubblicati i bandi di gara per la concessione da 6 a 50 anni di 11 fari di proprietà della Stato, di cui 7 in gestione all’Agenzia del Demanio e 4 al Ministero della Difesa. Esatto, potreste diventare “proprietari” di un faro.

 

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Avete tempo fino al 12 gennaio. È l’Agenzia del Demanio, in una nota diffusa il giorno stesso della pubblicazione dei bandi, a spiegare come procedere se si vuole provare a realizzare il sogno. Basta andare nelle apposite sezioni del sito dell’Agenzia del Demanio o del Ministero della Difesa e seguire le istruzioni. È possibile partecipare per 3 mesi dalla data di pubblicazione, indi per cui il limite ultimo per provare ad aggiudicarsi la concessione di uno dei fari è il 12 gennaio 2016. Nello specifico, come spiega il comunicato stampa dell’Agenzia del Demanio, si tratta di beni inseriti nel progetto “Valore Paese – FARI” e situati in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Toscana. Ma quali sono i fari rientranti nel bando? Si tratta del Faro di Brucoli ad Augusta (SR), quello di Murro di Porco a Siracusa (SR), il Faro di Capo Grosso nell’Isola di Levanzo, Favignana (TP), il Faro di Punta Cavazzi ad Ustica (PA), il Faro di Capo d’Orso a Maiori (SA), il Faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (NA), il Faro di San Domino alle Isole Tremiti (FG) e dei quattro proposti dal Ministero della Difesa, ovvero il Faro Punta del Fenaio e il Faro di Capel Rosso sull’Isola del Giglio (GR), il Faro Formiche di Grosseto e il Faro di Capo Rizzuto a Isola di Capo Rizzuto (KR).

Come partecipare? I requisiti per poter partecipare al bando non sono affatto stringenti: basta avere un progetto e presentare una libera offerta economica. Saranno poi l’Agenzia del Demanio e il Ministero della Difesa a gestire e valutare le proposte arrivate. Naturalmente, essendo le strutture messe in concessione molto diverse tra loro, ognuna di esse avrà peculiarità da rispettare e di cui tenere conto, ma ci sono elementi comuni per il bando di ognuno di esse: l’adozione della medesima procedura, le stesse modalità di aggiudicazione, uguali tempistiche per la presentazione delle offerte. Naturalmente è fondamentale, per poter partecipare alla gara, anche presentare la necessaria documentazione amministrativa richiesta.

Come verranno valutate? La domanda sorge spontanea, anche perché si sa che noi italiani siamo sempre un po’ malfidenti: come verranno valutate le proposte che giungeranno sulle scrivanie degli appositi responsabili? Senza girarci troppo intorno, è il comunicato stampa diffuso a rispondere con secca sincerità: il principale criterio di valutazione sarà l’offerta «economicamente più vantaggiosa». Anche se, in realtà, questo fattore peserà solo al 40 percento; il restante 60 sarà legato invece alla proposta progettuale presentata e dovrà essere coerente con gli indirizzi e le linee guida del progetto “Valore Paese – FARI”. In particolare i fari potranno accogliere iniziative ed eventi di tipo culturale, sociale, sportivo e per la scoperta del territorio insieme ad attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative, didattiche e promozionali. Soltanto una volta che questi criteri progettuali sono stati ritenuti come presenti in una proposta, allora si considererà l’offerta «economicamente più vantaggiosa». Sempre nella macro area della valutazione di ogni singola proposta pervenuta, l’Agenzia del Demanio e il Ministero della Difesa prenderanno anche in considerazione elementi quali le soluzioni di recupero del Faro proposte, i piani di manutenzione studiati, la fruibilità pubblica che si intende concedere, il contributo allo sviluppo locale sostenibile che il progetto potrebbe apportare e la possibilità di creare un network tra più strutture attraverso una rete di servizi e attività condivise.

 

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La nota diffusa aggiunge che, nell’ambito delle procedure di gara, c’è anche la possibilità di effettuare sopralluoghi presso i fari entro il 16 dicembre 2015. Un’occasione importante, anche perché la concorrenza pare essere agguerritissima: con l’obiettivo di informare sul progetto, raccogliere idee, proposte e suggerimenti, verificare l’interesse da parte dei territori e del mercato rispetto agli immobili individuati e alle idee sviluppate, è stata infatti aperta dal 10 giugno al 10 agosto 2015 una consultazione pubblica online sul sito web dell’Agenzia del Demanio, al fine di ottimizzare l’idea progetto e gli scenari di valorizzazione. Nel complesso sono state 1.140 le mail ricevute. Di queste il 57 percento sono state manifestazioni d’interesse, il 32 percento richieste d’informazioni e l’11 percento vere e proprie proposte. Alla consultazione hanno partecipato complessivamente 1.030 soggetti: per l’86 percento persone fisiche e per il restante 14 percento enti o società. Chissà se tutti questi decideranno ora di partecipare. In ogni caso buona sfida, vi auguriamo di realizzare il vostro sogno.

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